La Gran Torre di Oristano, storia di un monumento ancora tutto da scoprire

La Gran Torre di Oristano è il monumento simbolo della borgata marina di Torregrande, dal quale prende il nome. È chiamata grande perché è la torre costiera più imponente dell’isola. Venne edificata durante la dominazione spagnola della Sardegna, probabilmente a partire dal 1542. La sua posizione è strategica poiché si localizza quasi al centro del golfo di Oristano, a due km più a nord rispetto alla foce del fiume Tirso. La Gran Torre comunicava direttamente con le altre torri costiere del golfo:

  • la torre di San Giovanni che domina il Capo San Marco;
  • la torre vecchia di Marceddì;
  • la torre di Capo Frasca.

Dalla reconquista spagnola alla costruzione delle torri costiere in Sardegna

Ma cosa spinse la Corona di Spagna a costruire le torri costiere in Sardegna? Facciamo un piccolo passo indietro. Nel XV secolo una serie di avvenimenti cambiarono il quadro generale dei rapporti politici, economici e culturali tra Occidente ed Oriente, tra Cristianesimo ed Islam. Il 1453 è la data che segnò la caduta dell’Impero romano d’Oriente con la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani.

La resa di Granada (Francisco Pradilla Ortiz, 1882)
La resa di Granada (Francisco Pradilla Ortiz, 1882)

Nel 1492 los reyes catolicos Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia conquistarono Granada, ponendo fine all’ultimo baluardo musulmano in Spagna e completando il lungo processo di reconquista cristiana della penisola Iberica.

In seguito a questo avvenimento storico gli islamici che ancora vivevano in Spagna si trovarono davanti ad un bivio: abbracciare la fede cattolica dei vincitori o mantenere il proprio credo. Coloro che optarono per la seconda via furono però costretti ad abbandonare la patria iberica e molti di loro si trasferirono lungo le coste nordafricane, dove strinsero alleanze con berberi, arabi, turchi ed europei rinnegati. Da questo sodalizio nacque la temibile minaccia delle incursioni dei corsari barbareschi, che seminarono il panico nel Mediterraneo occidentale, attaccando navi mercantili ma anche compiendo incursioni sanguinose nei territori della Corona di Spagna. Da quel momento in poi, in particolare da Tunisi e da Algeri, partirono continue spedizioni barbaresche dirette verso le coste della Sardegna. Per difendere l’isola da tale pericolo la Spagna ordinò l’edificazione di un sistema difensivo composto da torri di varia tipologia che avevano il preciso compito di difendere e controllare il territorio.

L’istituzione della Reale Amministrazione delle Torri

Questo fenomeno divenne più massiccio nel 1572, quando il Capitano Marc Antoni Camós, di stanza ad Iglesias, venne incaricato dalla Corona Spagnola di effettuare una circumnavigazione dell’isola. Il fine era quello di realizzare una relazione, accompagnata da adeguata cartografia, che doveva segnalare le torri già operative e i luoghi in cui edificare nuove fortificazioni costiere.

Un’altra data sicuramente importante per la storia della Gran Torre, ma in generale per tutte le torri costiere sarde, è il 1587, anno in cui il re Filippo II di Spagna istituì la Reale Amministrazione delle Torri, un organo amministrativo che doveva occuparsi non solo del mantenimento delle fortificazioni già esistenti, ma anche della costruzione di nuove.

L’assedio francese del 1637

La Gran Torre fu teatro di varie battaglie, ma ve n’è una in particolare che viene ricordata dalle fonti, quella del 1637. Siamo in piena Guerra dei Trent’anni e in quell’anno una flotta di navi francesi guidata dall’ammiraglio Enrico di Lorena attaccò la torre e la bombardò. Ancora oggi infatti, lungo la parete esterna del monumento, si può notare una palla di cannone conficcata nella muratura e probabilmente risalente a questo evento.

Sa beffa de is sordaus grogus (Giorgio Farris)
Sa beffa de is sordaus grogus (Giorgio Farris)

Una volta avuta la meglio sulla guarnigione della Gran Torre, i francesi arrivarono alle porte della città di Oristano, che posero sotto assedio per cinque giorni. Gli oristanesi, dopo 5 giorni di assedio, riuscirono a cacciare i soldati francesi. Questi ultimi, durante la fuga, persero i due stendardi ancora oggi conservati presso la cattedrale di Oristano.

Le caratteristiche della Gran Torre

La Gran Torre è precisamente una torre de armas o gagliarda, ossia una torre atta non solo al controllo militare ed economico del territorio, ma anche alla sua difesa pesante. Poteva contare su un’artiglieria di grosso calibro e su piccole spingarde.

Sezione della Gran Torre (Gabriele Tola, 2003)
Sezione della Gran Torre (Gabriele Tola, 2003)

L’ingresso si trova sul lato opposto al mare ed è caratterizzato da una gradinata d’accesso, edificata in età postuma. Superata la soglia, lo stupore è grande. Il visitatore, infatti, si trova all’interno di un grande vano cupolato dove al centro si apre un lucernaio quadrangolare. Nella parete occidentale, rivolte verso il mare, vi sono tre cannoniere. Tramite una scala ricavata all’interno dello spessore murario si arriva al secondo piano dove, percorrendo un corridoio circolare, si accedeva alle undici fuciliere. Infine si arriva alla terrazza, l’antica Plaza de armas, caratterizzata da tre cannoni in barbetta e dalla presenza dell’alloggio del farista, un edificio di modeste dimensioni costruito alla fine dell’Ottocento e ristrutturato durante i primi decenni del Novecento.

Cupola interna della Gran Torre di Oristano
Cupola interna della Gran Torre di Oristano

Alcuni degli elementi storici più interessanti della Gran Torre si conservano però nel vano inferiore. Nel 1996, in occasione dei lavori di restauro della superficie esterna del monumento, vennero riportate alla luce altre tre cannoniere fino a quel momento obliterate. Si è così compreso che l’edificio doveva essere dotato di un ulteriore ambiente collocato nel livello sottostante al vano cupolato. Tale intuizione è stata confermata da uno scavo condotto all’interno del monumento, e da un saggio all’esterno. Quello che è stato scoperto sulle pareti e nel seminterrato, e che è ancora visibile ai visitatori, è di estremo interesse: vi invitiamo a scoprirlo con noi durante la visita guidata alla Gran Torre di Oristano.

Autori:
Dott. Luca Cappai
Dott.ssa Federica Flore


Se avete trovato questo articolo interessante e siete curiosi di visitare la Gran Torre di Oristano, vi aspettiamo a Torregrande!

Storia

Visitare la Gran Torre di Torregrande in occasione di "Monumenti Aperti"

Visitare la Gran Torre di Torregrande a Oristano per "Monumenti Aperti" ci permetterà di ricostruire la storia delle torri costiere
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Torre costiera

L'Autore

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Marco Esposito
Presidente di Mare Calmo. Mi occupo di marketing, comunicazione e cultura. La conoscenza è libertà, e io lavoro per questo.

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