Oristano e i luoghi della Sartiglia tra passato e presente

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Come ogni anno l’ultima domenica e il martedì di Carnevale ritorna la Sartiglia di Oristano. Da circa 500 anni si rinnova l’appuntamento con la storia, la tradizione e le emozioni che questa giostra equestre rappresenta per i cittadini di Oristano e i tanti appassionati e curiosi. Tutto questo lo potremo rivivere insieme, visitando alcuni dei luoghi simbolo della corsa, durante gli speciali itinerari che proporremo ogni giorno da venerdì 9 a martedì 13 febbraio.

I teatri della Sartiglia

La Sartiglia di Oristano (da Sortija, anello) è una giostra equestre documentata per la prima volta nel 1547. I tornei a cavallo però, erano una pratica molto diffusa tra i nobiluomini e i signorotti della Penisola Italiana e nel resto dei Regni europei ben prima di questa data. Si trattava di vere e proprie competizioni tra cavalieri dotati di armi bianche affilate. Solo dalla metà circa del 1500, data la pericolosità di queste manifestazioni, fu deciso di trasformarle in rappresentazioni, e quindi di usare armi non appuntite. Da qui la necessità di un “teatro” in cui dar mostra delle proprie abilità di destrezza, precisione e padronanza nel cavalcare al galoppo.

Panoramica del percorso della corsa alla stella
Panoramica del percorso della corsa alla stella

Attualmente i “teatri” principali della Sartiglia di Oristano sono via Vittorio Emanuele, via Duomo e via Mazzini. Nella prima si svolge la parte iniziale della giostra, la Corsa alla Stella. Non si conosce la data esatta in cui si fissò questo percorso, ma nei documenti degli inizi dell’Ottocento la corsa appare già istituzionalizzata:

  1. si corre a Carnevale, l’ultima domenica di quinquagesima e il martedì successivo;
  2. gli organizzatori sono i Gremi;
  3. il percorso è via Vittorio Emanuele e via Duomo.

Perché la scelta proprio di questa via e del suo prolungamento? Non lo sappiamo, ma un’ipotesi suggestiva è il passaggio davanti alle istituzioni che rappresentavano rispettivamente il potere politico (la Reggia dei Giudici in Piazza Manno) e quello religioso (La Cattedrale di Santa Maria Assunta in via Duomo).

Diversamente le Pariglie, ossia le evoluzioni a cavallo fatte dai cavalieri in gruppi di tre, si svolgono interamente in via Mazzini. È interessante sottolineare come questa via si trovi, contrariamente all’altro percorso, fuori dall’area che delimitavano le antiche mura di Oristano. Infatti, secondo i pochi documenti potrebbe trattarsi di una corsa popolare che nell’Ottocento si disputava nei sobborghi della città. Ma l’attuale percorso è variato anche recentemente, infatti gli oristanesi ricordano pariglie corse anche in via Aristana e in via Solferino. È inoltre probabile che via Aristana sia legata da una lunga consuetudine alla Sartiglia perché ancora oggi il corteo guidato da su Componidori passa sempre, sia all’andata che al ritorno, in questa strada.

Piramide di Andrea Manias, Andrea Piroddi e Antonio Giandolfi (migliore pariglia 2017)

Per quanto riguarda invece la Corsa all’Anello, documentata dal Cinquecento al Settecento e poi divenuta Corsa alla Stella, questa pare si corresse nell’attuale Piazza Eleonora, dove doveva affacciarsi l’ingresso della Casa Comunale della Città. Infatti, queste prime giostre erano organizzate e corse dai Consiglieri della città, in occasioni speciali quali matrimoni, nascite, celebrazioni in onore di sovrani e principi, santi e patroni.

Altri luoghi simbolo della Sartiglia

Occuparsi di Sartiglia implica necessariamente parlare dei Gremi che ancora oggi organizzano la manifestazione. Il primo è il Gremio dei Contadini che guida la Sartiglia della domenica,  mentre il martedì è la volta del Gremio dei Falegnami. Fin dagli inizi del 1700, le autorità cittadine invitano i Gremi a partecipare a feste solenni e a sostituire i Consiglieri quali protagonisti della Corsa all’Anello. Dall’Ottocento, il Gremio non solo organizza la giostra equestre ma sceglie su Componidori (Capocorsa) che rappresenta la corporazione e guida il gruppo dei cavalieri. L’investitura ufficiale avviene tutt’oggi il 2 febbraio, giorno della Candelora. Le due massime autorità dei Gremi, s’Oberaiu Majore del Gremio dei Contadini e il Majorale en Cabo del Gremio dei Falegnami, consegnano un cero benedetto ai due Componidori, uno per la domenica e uno per il martedì.

Vestizione de Su Componidori del Gremio dei Falegnami
Vestizione de Su Componidori del Gremio dei Falegnami

La cerimonia avviene nelle due istituzioni religiose che rappresentano i Gremi: per i Contadini la chiesa di San Giovanni in Fiore e per i Falegnami la cappella di San Giuseppe posta all’interno del Duomo della città.

Nei giorni di Sartiglia, dopo il bando che viene letto per le vie del centro da un araldo a cavallo scortato dai tamburini e dai trombettieri, il primo atto ufficiale della manifestazione è sempre la Vestizione de su Componidori. Anche questa fase è legata indissolubilmente al Gremio tanto che nell’Ottocento avveniva nella casa del Presidente del Gremio. Da qualche anno, invece, è la sede o un locale particolarmente caro alla corporazione. La domenica la Vestizione si svolge in via Aristana, mentre il martedì in via Angioy. Questa cerimonia è riservata a poche persone: i componenti del Gremio, le autorità civili e religiose, e alcuni conoscenti provvisti di invito.


Se volete conoscere altri dettagli sulla Sartiglia e la storia di Oristano, contattateci per una visita guidata!

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Claudia Sanna
Archeologa e guida turistica, appassionata del mio lavoro, attiva nella comunicazione e promozione del patrimonio culturale.

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