Il castello Malaspina e la sua chiesa sul colle di Serravalle di Bosa

Il castello Malaspina di Bosa, sul colle di Serravalle, domina da secoli il paesaggio circostante. Da un’altezza di circa 80 metri svetta sulla vallata del fiume Temo, unico navigabile di tutta la SardegnaDurante la nostra visita guidata potremo visitare insieme la fortezza e percorrere il camminamento di guardia dal quale osservare il borgo con le sue tipiche case colorate e le concerie. All’interno delle mura, vedremo la Chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos e ammireremo i suoi particolari affreschi del 1300.

Il Castello Malaspina

Fino a pochi anni fa si riteneva che il castello fosse stato costruito nel 1112 o nel 1121 dalla nobile famiglia toscana dei Malaspina. Invece, la recente revisione delle fonti medievali e le indagini archeologiche, hanno riaperto il dibattito sulla sua datazione. La costruzione della fortezza risalirebbe alla fine del XIII secolo, sempre ad opera dei Malaspina. In questo modo la fondazione sarebbe legata alla fine del Giudicato di Torres (1259) e alla conseguente spartizione dei suoi territori. Sul castello circolano molte leggende, compresa quella riguardante il Marchese e la Marchesa Malaspina, riprodotta in un video da Sardegna Promozione.

Il maniero fu costruito in varie fasi e comprendeva un camminamento di guardia (ancora visibile) e quattro torri tozze. Al centro vi era la piazza d’armi e tutt’intorno la zona abitativa. Dal 1317 il castello fu dato in pegno ai giudici di Arborea che lo potenziarono poco prima dell’arrivo degli Aragonesi in Sardegna (1329). Costruirono la torre maestra, simile alle fortezze cagliaritane attribuite a Giovanni Capula.

La torre maestra del Castello Malaspina
La torre maestra del Castello di Bosa

Nel 1338 Giovanni d’Arborea divenne signore di Bosa ed ereditò la fortezza. Dopo la definitiva sconfitta del Giudicato d’Arborea (1409) da parte del Regno d’Aragona, e l’ulteriore disfatta nella battaglia di Macomer (1478), Bosa e il suo castello entrarono a far parte del patrimonio regio. La città acquisì il titolo di ‘villa reale’, mentre la fortificazione fu amministrata da funzionari aragonesi.

Chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos

La chiesa, intitolata inizialmente a Sant’Andrea, dalla metà dell’Ottocento fu dedicata a Nostra Signora de Sos Regnos Altos. L’edificio ha una sola navata con copertura in legno. Durante i lavori di consolidamento strutturale (1973-4) è stato messo in luce un ciclo di affreschi databili al 1300, realizzati probabilmente sotto Giovanni d’Arborea. Le pitture si articolano sulle tre pareti superstiti della cappella originaria (esclusa pertanto l’abside e il presbiterio) e si dispongono su due registri, divisi da una cornice decorativa.

Facciata e parete ovest della chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos al Castello Malaspina
La chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos

Secondo il recente lavoro della Dott.ssa Fernanda Poli, gli affreschi rappresenterebbero i “temi edificanti delle prediche francescane” (1999: 39). Un esempio è la raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago (sulla parete ovest, proprio sopra l’ingresso), che simboleggia l’eroismo nella lotta contro il male.

San_Giorgio-Chiesa-Castello-Malaspina-Bosa
San Giorgio uccide il drago in un affresco della chiesa dentro il castello Malaspina

Inoltre, particolarmente significativo è il riquadro “Incontro dei tre morti e dei tre vivi”, dipinto al centro della parete nord. Si tratta dell’unico esempio con questo tema finora ritrovato in Sardegna e rappresenta la vanità dell’esistenza, tema portato dall’Oriente dai Francescani.

Uno degli affreschi della chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos al Castello Malaspina
Affresco con la scena dell’Incontro dei tre vivi e dei tre morti

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Castello Malaspina

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Claudia Sanna
Archeologa e guida turistica, appassionata del mio lavoro, attiva nella comunicazione e promozione del patrimonio culturale.

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